La fusione dei ghiacciai sta cambiando l’equilibrio energetico della terra tra nord e sud
La crisi climatica non si manifesta solo nell’aumento delle temperature, ma anche nella modifica del bilancio energetico della terra: quanta energia entra dal sole e quanta ne esce verso lo spazio. È un tema tecnico, ma non astratto: oggi possiamo osservarlo con misure satellitari e collegarlo a trasformazioni fisiche molto concrete, come la fusione di neve e ghiaccio. Ed è proprio qui che emergono segnali nuovi e rilevanti: un’asimmetria emisferica crescente nel modo in cui il pianeta assorbe la radiazione solare.
3 numeri da ricordare
1) +0,34 W/m² per decennio
È il trend osservato nella differenza tra emisfero nord e sud nell’energia solare assorbita (ASR) nel periodo 2001–2024.
2) 69% ± 24%
È la stima della quota antropica della perdita di massa glaciale globale nel periodo 1991–2010 (con alta confidenza nello studio citato).
3) 22%
È il contributo stimato dei ghiacciai all’aumento del livello del mare nel periodo 1971–2018 (IPCC AR6 WG1).
Il bilancio energetico della terra
Immagina la terra come un sistema con un “conto energetico”:
- Energia in entrata (raggi solari)
La luce del sole raggiunge la terra. - Una parte viene riflessa immediatamente
Nuvole, neve e ghiaccio — essendo superfici molto chiare — riflettono una quota della luce verso lo spazio. - Una parte viene assorbita dal sistema
Oceani, suolo e atmosfera assorbono il resto: è energia che riscalda il sistema terra. - Una parte esce come radiazione infrarossa
Il pianeta “restituisce” energia allo spazio sotto forma di radiazione infrarossa.

Gli scienziati misurano questi passaggi con due grandezze chiave:
- ASR (Absorbed Solar Radiation) = quanta energia solare viene assorbita dalla terra.
- OLR (Outgoing Longwave Radiation) = quanta energia esce verso lo spazio sotto forma di infrarosso.
Queste misure non sono concetti teorici: arrivano da osservazioni satellitari come NASA CERES EBAF-TOA (Edition 4.2.1), un riferimento per i flussi radiativi al “top of atmosphere”.
Il dato chiave: un’asimmetria emisferica emergente nell’energia solare assorbita
Uno studio pubblicato su PNAS (Loeb et al., 2025) ha analizzato il periodo 2001–2024 e ha trovato che la differenza tra emisfero nord e sud nell’energia solare assorbita (ASR) mostra un trend di circa 0,34 W/m² per decennio (con intervallo di incertezza riportato dagli autori). In altre parole: l’emisfero nord sta diventando relativamente più assorbente (meno riflettente) dell’emisfero sud.
Un punto importante, per restare precisi: lo studio discute anche che l’asimmetria nel bilancio netto (entrate meno uscite) è più debole e meno robusta rispetto all’asimmetria in ASR. Quindi il messaggio corretto è questo: la distribuzione dell’assorbimento solare tra emisferi sta cambiando in modo misurabile, e questo può avere implicazioni fisiche.
Perché la fusione di neve e ghiaccio aumenta l’assorbimento: l’effetto albedo
La relazione è diretta: superfici chiare riflettono, superfici scure assorbono. Neve e ghiaccio hanno un’albedo elevata; quando fondono, lasciano spazio a oceano e suolo più scuri, che assorbono più radiazione solare. Questo aumenta l’energia che resta nel sistema terra e può innescare un effetto di rinforzo: più fusione → più assorbimento → più energia disponibile per ulteriore riscaldamento.
Nel lavoro di Loeb e colleghi, l’asimmetria osservata è coerente con una combinazione di fattori, tra cui anche cambiamenti della riflettività superficiale (surface albedo).
Quanto pesa l’attività umana sulla fusione dei ghiacciai: cosa possiamo affermare con numeri solidi
Quando si parla di contributo antropico, la cosa più convincente è rimanere su stime pubblicate e trasparenti. Uno studio su Science (Marzeion et al., 2014) stima che:
- su un periodo lungo (1851–2010) la quota antropica della perdita di massa glaciale globale sia 25% ± 35% (incertezza ampia, perché entrano in gioco anche variabilità naturale e limiti dei dati storici);
- nel periodo più recente 1991–2010, il segnale antropico diventa rilevabile con alta confidenza e la frazione antropica stimata sale a circa 69% ± 24%.
Il punto chiave, in termini divulgativi, è questo: nel mondo contemporaneo una parte sostanziale della perdita di massa glaciale è coerente con il riscaldamento di origine antropica, pur riconoscendo le incertezze e la dipendenza dai periodi considerati.
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